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lunedì 23 marzo 2015

Mascali e la Grande Guerra: I Caduti della Regia Marina Italiana.


La “Grande Guerra” fu combattuta non solo sul fronte terrestre ma, contrariamente a quanto si pensa di solito, anche sui mari. Tuttavia  gli scontri diretti tra navi da guerra furono molto rari; i comandi militari preferirono  affidarsi all’opera dei  sottomarini,  all’ utilizzo   dei  campi minati,  alla creazione  di speciali mezzi d’assalto come i MAS (Motoscafo Anti Sommergibile) capaci infliggere gravissime perdite all’avversario. 
Fu il mare Adriatico il principale teatro dello scontro tra la Regia Marina Italiana e la Marina Austriaca. L’Italia   bloccò  l’ingresso al mare Adriatico nei pressi del canale di Otranto, impedendo di fatto qualsiasi tipo di  rifornimento  via mare  versi i porti  dell’ Impero.  

Corazzata "Regina Margherita" - www.pastorevito.it

Nella Regia Marina Italiana combatterono anche i figli di Mascali. Abbiamo notizia di due marinai nati a Mascali e caduti durante la prima guerra mondiale a seguito dell’affondamento delle rispettive navi sulle quali erano imbarcati.

Pistorio Leonardo di Rosario, nasce a Mascali il 28 dicembre del 1893. Ha il grado di fuochista CREM (Corpo Reali Equipaggi di Marina) ed è imbarcato sulla Regia Nave “Regina Margherita”. Scompare in seguito all’affondamento della nave l’ 11 dicembre del 1916 al largo del Porto di Valona. Il suo nominativo compare nell’Albo d‘Oro dei Caduti della Grande e Guerra ed è inciso  sul monumento ai caduti di Mascali


Corazzata "Regina Margherita" - www.marina.difesa.it

La nave da battaglia “Regina Margherita”  costruita nell’ Arsenale di La Spezia,  entrò in servizio nel 1904. Con una lunghezza di quasi 140 metri, armata con svariate unità di cannoni, mitragliere e tubi lanciasiluri, rivestì fino al 1910 il ruolo di ammiraglia della flotta italiana. Nel 1908 partecipò alle operazioni di soccorso ai superstiti del terremoto che colpì  Messina e Reggio Calabria. Durante la Grande Guerra operò tra Brindisi e Valona, attuando insieme a  numerose altre  unità navali  il blocco del Canale di Otranto relegando la flotta Austro – Ungarica  all’interno del Mare adriatico.
La notte del  16 dicembre 1916 la corazzata  lasciava il porto di Valona in direzione di Taranto. A causa delle proibitive condizioni del mare, durante le manovre urtò delle mine, forse disseminate da un sommergibile tedesco o forse staccatesi dal campo minato Italiano. Le violente esplosioni ne  provocarono in brevissimo tempo l’affondamento,   insieme al comandante  e a quasi settecento uomini dell’equipaggio.


Il blocco del Canale di Otranto - collezione Nicola Ragnoli.

Gambino Sebastiano di Giuseppe, nasce a Mascali il 22 febbraio  1889.  Ha il grado di Marinaio  CREM (Corpo Reali Equipaggi di Marina) ed è imbarcato sulla regia nave Sterope. Scompare in seguito all’affondamento della nave  il 07 aprile 1918 nell’Oceano Atlantico nei pressi delle isole Azzorre.
Il suo nominativo è presente  nell’Albo d‘Oro dei Caduti della Grande,  ma non appare  sul monumento ai caduti di Mascali

Regia Nave "Sterope"

La nave carboniera  “Sterope”  varata a Livorno nel 1905, era  armata con quattro cannoni ed era adibita al rifornimento di carbone  Dopo aver partecipato alla Guerra di Libia (1911-1912), fu affondata nell’  Oceano Atlantico, nei pressi delle  isole Azzorre  il 7 aprile 1918, in seguito all’attacco di un sommergibile tedesco.

Flotta Italiana e  flotta  Austriaca a confronto - collezione Nicola Ragnoli.

giovedì 5 marzo 2015

I Caduti di Mascali nella "Grande Guerra" 1915 -1918 . La storia di Leonardo Strano, soldato dell' Esercito degli Stati Uniti d'America.

Tra i nominativi dei soldati deceduti durante la Grande Guerra ed incisi sulla stele del monumento di Mascali, alcuni non sono presenti nell’ ”Albo D’oro dei Caduti”, redatto nel 1940 dal Ministero della Guerra.A cospetto di un numero elevatissimo di caduti circa 650.000, dei quali molti dispersi in combattimento, diversi nominativi sono sfuggiti, per errore o altro, ai redattori dell’opera realizzata in un’ epoca in cui gli strumenti informatici non erano stati ancora inventati. E’ il caso di Leonardo Strano.

Leonardo Strano.
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"Ricevi piu' cordiali saluti, baci dal tuo figlio Leonardo"


Per gentile concessione di Salvo Melita. 



In seguito alle informazioni fornite dal nipote, Salvatore Melita, è stato possibile intraprendere una veloce ma fruttuosa ricerca, che ha permesso di risolvere questo piccolo giallo e ricostruire parzialmente alcuni episodi della vita di un nostro concittadino, coinvolto nei drammatici eventi dei primi decenni del 900’. Leonardo Strano, figlio di Salvatore nasce nella vecchia città di Mascali nel 1893. All’età di 20 anni lascia la propria terra alla volta degli Stati Uniti d’America. E’ uno dei 146.000 siciliani, 20.000 provenienti soltanto dalla provincia di Catania, che nel 1913 emigrarono alla ricerca di migliori condizioni di vita.


La nave San Guglielmo costruita nei cantieri navali di Glasgow (Scozia) nel 1911, fu impiegata sulla rotta translantlantica tra l’Italia e New York. Poteva trasportare 2.425 passeggeri (50 in prima classe, 175 in seconda classe, 2200 in terza classe). Nel 1918 fu affondata al largo dell’Italia da un sottomarino tedesco

Il 28 agosto del 1913 si imbarca sulla nave San Gugliemo che collega Messina a New York dove sbarca l’ 11 settembre, dopo una navigazione durata ben 14 giorni. La lista passeggeri della nave San Guglielmo riporta una serie di notizie molto interessanti sul nostro concittadino. Leonardo è alto 5 piedi e 2 pollici, ha occhi castani e capelli neri , gode di buone condizioni di salute. Sa leggere e scrivere, non è sposato e ha la qualifica di operaio. Giunge a New York con un piccolo capitale pari 25 dollari e fissa la propria residenza presso il cugino Orazio Strano.
Non abbiamo notizie sui primi anni trascorsi a New York, ma possiamo immaginare Leonardo impegnato ad inserirsi in una nuova società, ricca di opportunità ma anche molto severa nei confronti dei nuovi arrivati.
L’Europa è lontana, soltanto i giornali e le lettere dei parenti riportano le notizie dello scoppio della prima guerra mondiale che a partire dal 1914 provocava centinaia di migliaia di vittime. Gli Stati Uniti inizialmente non prendono parte al conflitto. Solo nel 1917 dichiarano guerra alla Germania . In breve tempo viene creata ed addestrata una apposita Forza di Spedizione (A.E.F.), allo scopo di essere inviata sul fronte Francese per prendere parte alle battaglie contro l’esercito tedesco che dal 1914 occupava il suolo del Belgio e della Francia. 
In quegli anni le associazioni patriottiche Italo - Americane svolsero un ruolo fondamentale nell’ indirizzare i giovani di origine Italiana a presentarsi volontari in guerra. Anche Leonardo Strano si arruola nell’ esercito americano e viene inquadrato nel 106 ° Reggimento di fanteria di New York. Nel maggio del 1918 il reggimento, che fa parte della 27° Divisione, viene spedito in Francia. Tra settembre e ottobre partecipa alla grande offensiva della Somme, contro le linee difensive tedesche.






In questo contesto Leonardo Strano perde la vita, ufficialmente per malattia il 21 ottobre del 1918, come riportato nell’elenco ufficiale dei caduti americani durante la Grande Guerra.



Domenica  29 maggio 1921.


Le sue spoglie mortali riposano nel Cimitero Americano di Somme, nella regione francese della Piccardia, insieme a quelle di altri 1.844 commilitoni.







Con questo breve scritto vogliamo rendere omaggio ad un nostro concittadino, che partito per gli Stati Uniti d’America in cerca di una vita migliore, ritornò sul suolo europeo con la divisa dell’ esercito statunitense per combattere contro gli invasori tedeschi, e difendere quegli ideali di libertà e giustizia che oggi, a distanza di un secolo, sembrano aver perso vigore in una Europa in forte crisi di identità.

mercoledì 4 marzo 2015

San Leonardo in Sicilia: Militello Val di Catania.



Chiesa di San Leonardo Abate e Convento dei Padri Agostiniani.

Dedicata al santo eremita francese, la chiesa fu costruita intorno alla metà del '500 come sede di confraternita. La famiglia dei Branciforte, signori feudali di Militello, fece realizzare l’annesso convento per accogliere i PP. Riformati di S. Agostino della Congregazione Siciliana Centorbina, che vi si trasferirono il 25 maggio del 1631. 

La chiesa ed il convento, costruiti sopra un costone roccioso, non subirono danni durante il terremoto del 1693, e per questo motivo vi trovarono rifugio l'Arciprete della Matrice e le monache di S. Giovanni.

In seguito alla soppressione degli enti ecclesiastici del 1866 la chiesa andò in disuso mentre i locali del monastero furono adibiti a scuole pubbliche fino agli anni '50 del 900’ . 
Oggi l'intero complesso è oggi in rovina. 

L'antica statua di S. Leonardo in Cattedra, scolpita da Giovan Battista Baldanza nel 1601 è conservata nel Museo d'arte sacra "San Nicolò".