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sabato 8 marzo 2014

Mascali 1928. Un’ Opera di Ingegneria Ferroviaria: Il Ponte Prefabbricato tipo Roth Waagner.


L’impatto dell’eruzione dell’Etna del 1928 sul territorio del Comune di Mascali fu devastante.
In appena 18 giorni furono ricoperti circa 700 ettari di fertilissimi terreni agricoli (agrumeti, vigneti, noccioleti e castagneti) distrutto l' intero abitato di Mascali, ad eccezione del quartiere di Sant’ Antonino, interrotta la linea ferroviaria Catania Messina all’altezza del ponte di Carrabba per circa 12 m. e distrutta anche la stazione di Mascali.


La Stazione Ferroviaria di Mascali Investita dalla Lava.

Il Ponte Ferroviario nei pressi di Carrabba

Il 26 novembre del 1928, conclusa l'attività eruttiva,  fu inviato in Sicilia un reparto del 6° Reggimento Ferrovieri di Torino per ripristinare rapidamente le comunicazioni ferroviarie sulla linea Catania- Messina.


Genieri del Reggimento Ferrovieri durante i Lavori.

In appena due settimane furono realizzate 2.5 km di linee ferrate ed un ponte ferroviario tipo Roth Waagner nei pressi del torrente Macchia, in località Santa Maria la Strada.


Il Ponte Tipo Roth-Waagner sul Torrente Macchia

Questa tipologia di ponte metallico prefabbricato, proveniente dai depositi militari austriaci, fu adottato in Italia già a partire dal 1919, e consentì la costruzione di travate a mezzo piano, a un piano e a due piani, atte al transito di normali convogli ferroviari, per una lunghezza massima, senza sostegni intermedi, di m. 70. 


Il Ponte Tipo Roth Waagner.

L’articolo curato dagli ufficiali del Genio della Marina Militare, Ing. Orazio Marletta, per la parte storica, ed ing. Giuseppe di Guardo per la parte relativa alle caratteristiche costruttive dei ponti, è stato pubblicato sulla rivista  "Tecnica e Ricostruzione" organo ufficiale dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Catania, e  fornisce un contributo originale e prezioso alla  conoscenza degli effetti della eruzione dell’Etna del 1928 e degli interventi messi in atto dal Governo Fascista  per superare l’emergenza da essa determinata.

 
Riapertura della Linea Ferroviaria Catania - Messina


mercoledì 5 marzo 2014

Giuseppe Spadaro: Narratore delle Vicende della Vecchia Mascali.





In questi giorni ci ha lasciato improvvisamente Giuseppe Spadaro, fine narratore delle vicende della vecchia Mascali. Una grave perdita per la memoria storica della nostra cittadina, incline a dimenticare con troppa facilità personaggi e fatti del proprio passato, anche recente. 



Nato nel 1939, quando la nuova città di Mascali era stata ufficialmente inaugurata dopo la visita di Benito Mussolini, aveva avvertito da subito il fascino della città antica, quella delle sette torri, della fiera di San Leonardo e dei ricchi stabilimenti agrumari. Quella città sepolta dalla eruzione dell’Etna del 1928 in appena un giorno, scomparsa agli occhi umani, ma non al cuore di “Pippo Spadaro”.



Spinto dall’amore per i luoghi dei propri antenati e dal desiderio di conoscere e tramandare il ricordo di quella città sepolta aveva iniziato un certosino lavoro di ricerca. Ogni occasione era buona per chiedere agli anziani sopravvissuti informazioni sui vecchi quartieri, sulle attività commerciali, sulle strade e sugli edifici principali del paese etneo. Era solito appuntare le preziose informazioni su un quadernetto dalla copertina verde, e non mancava di collezionare le foto di quella città, soprattutto quelle dei personaggi che vi erano vissuti agli inizi del 900.

Questo lavoro intenso e disinteressato fu utilissimo per la stesura del libro “Mascali la città sepolta” pubblicato nel 1988 a cura di Francesco Fichera. Ma soprattutto gli fornì lo spunto per pubblicare ben due raccolte di racconti: “Tre storie della Vecchia Mascali” nel 1990 e “Ai piedi dell’Etna: 16 racconti popolari di varia umanità” nel 1999.



I racconti di Pippo Spadaro, sono ambientati non solo nella vecchia città di Mascali, ma anche in quella ricostruita ad opera del governo fascista, e non mancano quelli ambientati a Calatabiano diventata città di adozione dove risiedeva insieme alla famiglia.

In un linguaggio colorito, con numerose espressioni dialettali, ispirandosi alla letteratura verista, che in Sicilia aveva avuto i migliori esponenti durante l’ottocento, narrano le vicende quotidiane degli abitanti di quella città che appare sullo sfondo come un luogo dell’anima. Mirabile è il racconto “Tre Vizzinoti alla fiera di San Leonardo” in cui descrive i giorni in cui si svolgeva la famosa fiera del bestiame che radunava venditori ed acquirenti provenienti da tutta la Sicilia.

Altri racconti hanno come protagonista la figura del Sacerdote Carmelo Parisi, arciprete nella nuova Mascali dal 1939 al 1967, alle prese con le difficoltà quotidiane di tale gravoso incarico in un lungo periodo storico caratterizzato dalle lotte politiche tra i cattolici del partito della democrazia cristiana ed i "compagni" del partito comunista.

Negli ultimi anni Pippo Spadaro aveva partecipato con passione ad alcune iniziative finalizzate alla valorizzazione della storia della nostra cittadina fornendo il suo prezioso contributo di conoscenze e soprattutto di entusiasmo.

Si augurava che presto venisse realizzato un Museo della vecchia Mascali, non solo per raccogliere le memorie del passato ma anche per proiettare Mascali in un futuro meno grigio. E a quel desiderio, ancora irrealizzato, ci uniamo anche noi.