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mercoledì 14 giugno 2017

Conferenza: L'antica Confraternita di "Gesù e Maria" in Mascali.






Mascali: affollata conferenza su
“L’Antica Confraternita di Gesù e Maria"
 
 
 pubblicato il 11 giugno 2017


La chiesa di Gesù e Maria di Sant’Antonino di Mascali ha ospitato una interessante e partecipata conferenza dal titolo “L’Antica Confraternita di Gesù e Maria” in Mascali.
 

 

Introdotti dal parroco don Daniele Raciti hanno relazionato il vicario Generale della Diocesi di Acireale mons. Giovanni Mammino, Leonardo Vaccaro presidente dell’associazione culturale “Mascali 1928” e lo storico Antonino Alibrandi.

 

Il primo puntuale intervento di mons. Giovanni Mammino ha tracciato un profilo delle confraternite di natura laicale in Sicilia, che a partire dal ‘600 svolgevano sia attività di carattere devozionale promuovendo il culto dei Santi e il suffragio delle anime, sia attività di carattere assistenziale occupandosi dei malati, degli indigenti e degli orfani.

 

A seguire Leonardo Vaccaro ha illustrato, attraverso una serie di documenti di archivio, le caratteristiche della antica confraternita di Gesù e Maria esistente nel quartiere di Sant’Antonino di Mascali dal settecento fino al 1928, anno della terribile eruzione che distrusse la città di Mascali.


 

La confraternita aveva carattere prevalentemente devozionale, promuovendo il culto di Gesù e Maria, la salvezza ed il suffragio delle anime e provvedendo alla sepoltura dei confratelli nelle cripte ancora esistenti.


 

Dotata di apposito riconoscimento regio, ottenuto dalla corte borbonica nel 1824, partecipava alle principali processione della antica città di Mascali (Settimana Santa, Corpus Domini, festa di San Leonardo) sfilando con i caratteristici costumi: cappa, cappuccio, mantello e i simboli della passione, corona di spine, disciplina e libàno.


 

Antonino Alibrandi ha cercato di individuare le origini delle confraternite laicali a Mascali, nate successivamente ai “Capitoli et Ordinationi” tra il Vescovo Nicola Maria Caracciolo e gli abitanti del territorio del 1558, che segnano la nascita della città di Mascali moderna.


 
 

In conclusione don Daniele Raciti ha auspicato un intervento degli enti preposti per la salvaguardia del patrimonio architettonico e culturale del quartiere di Sant’Antonino, risparmiato dalla colata lavico del 1928 ma minacciato oggi dall’opera dell’uomo. Si spera inoltre di poter pubblicare presto un libro che raccolga i contenuti delle conferenze svoltesi negli ultimi anni proprio nella chiesa di Gesù e Maria di Sant’Antonino.

Angela Di Francisca
fotografie: Maria Cristina Papa

 

giovedì 23 marzo 2017

La porta della Chiesa Madre di Mascali.


"Io sono la porta, se uno entra attraverso di me sarà salvato" (Gv.10.9)

La porta negli edifici religiosi, oltre che elemento architettonico, riveste un profondo significato simbolico  e liturgico. Attraverso di essa l'uomo accede al mistero Divino ed inizia un percorso che lo conduce alla salvezza eterna.
 
La porta della chiesa madre di Mascali, inaugurata il 4 novembre 1935 è arricchita da 8 pannelli  lignei con la rappresentazione di altrettante scene della vita terrena di San Leonardo Abate, protettore della città. Il testo di Mariangela Silvestro e le fotografie di Yari Gullotta ci accompagnano alla scoperta di questa preziosa testimonianza della devozione popolare mascalese.
 





 

sabato 29 ottobre 2016

Mascali: L' Organo a Canne Mascioni - Opera 754. Musica e Storia.


 
"La Sicilia"  21 febbraio 1959
 

Durante la settimana dedicata ai festeggiamenti del patrono San Leonardo abate si è svolta la manifestazione "L'Organo Mascioni opera 754. Musica e Storia" organizzato dalla confraternita di San Leonardo e dalla associazione culturale Mascali 1928 con il patrocinio della arcipretura di San Leonardo e del comune di Mascali.


Leonardo Vaccaro, associazione culturale Mascali 1928 ha ricordato introducendo la manifestazione la preziosità dell organo della chiesa di Mascali realizzato dalla ditta Mascioni di Azzio in provincia di Varese ed inaugurato il 22 febbraio del 1959. Fu necessario realizzare un nuovo strumento perchè durante l'eruzione del 1928 l'organo della antica chiesa di Mascali risalente al 700 venne distrutto dalla lava. Il parroco Carmelo Parisi si fece promotore della iniziativa ottenendo un cospicuo finanziamento dalla regione siciliana, presidente l'on. Giuseppe La Loggia ed affidando la realizzazione alla ditta Mascioni operante fin dal 1829 e considerata oggi una delle più importanti al mondo sia per la realizzazione di nuovi organi ( Santuario Madonna di Fatima in Portogallo, Aula Paolo VI in Vaticano) sia per il restauro di quelli antichi come il monumentale organo di Donato Dal Piano presso il Monastero di San Nicolò l'Arena di Catania.
Ha ricordato infine le figure degli organisti di Mascali come Mariano Vasta operante nella seconda metà dell'ottocento e Leonardo Musumeci che inizio a suonare appena sedicenne nel 1960 e prosegui per oltre trenta anni.


Carmela Cappa storico dell'arte della soprintendenza ai beni culturali ed ambientali di Catania ha ricordato come il nostro territorio da Nunziata a Giarre da Riposto a Sant'Alfio da Linguaglossa fino a Bronte sia ricchissimo di splendidi strumenti musicali che versano spesso in stato di abbandono o che seppur restaurati grazie all'impegno dei funzionari della soprintendenza non vengano mai suonati privando i cittadini ed i fedeli di una esperienza di grande valore. Anche l'organo di Mascali che ha quasi 60 anni avrebbe bisogno di un urgente intervento di restauro e si potrebbe accedere ad appositi finanziamenti previsti sia dalla regione siciliana che dalla conferenza episcopale italiana.


Francesco Forzisi diplomato in organo e composizione organistica presso l'istituto Vincenzo Bellini di Catania ha illustrato il complesso funzionamento dell'organo di Mascali dotato di 2 tastiere 1 pedaliera e quasi mille canne. Ha eseguito brani di Johann Sebastian Bach, Vincenzo Bellini ed in conclusione l'inno del patrono di Mascali San Leonardo accompagnato alla voce da Angela Contarino.


Angela Contarino diplomata in canto lirico presso il conservatorio Arcangelo Corelli di Messina ha tracciato un excursus storico sull'organo a canne considerato il re degli strumenti musicali e con una posizione di assoluto rilievo all'interno delle azioni liturgiche.
Ha ricordato come in origine organo e coro fossero due entità distinte e che l'organo avesse il compito importantissimo di riprodurre in terra la musica divina.


Antonino Alibrandi storico ha ricordato la figura di padre Carmelo Parisi arciprete parroco di Mascali dal 1939 al 1967. Docente di religione di innumerevoli generazioni di studenti si prodigò per arricchire la chiesa di Mascali ricostruita dal governo fascista ma priva quasi interamente di arredi : statue, cappelle e lo stesso organo sostituito inizialmente durante le funzione religiose da un piccolo armonium. Visse gli anni dei forti contrasti politici tra la democrazia cristiana ed il partito comunista presenti anche in un piccolo centro come Mascali, adoperandosi con il proprio carattere bonario ma deciso e a volte stravagante per il bene della comunità.


Ha concluso la serata l'arciprete Don Rosario di Bella ringraziando il pubblico presente e gli ospiti ed augurando un prossimo restauro del nostro prezioso organo.











venerdì 14 ottobre 2016

Presentazione del romanzo "Come la Terra" di Sergio Mangiameli.






            Mascali: presentato il romanzo di Sergio Mangiameli
                                       “Come la Terra”

Un pubblico silenzioso e attento ha partecipato domenica sera, a Mascali, all’oratorio Don Bosco di via dei Giurati, alla presentazione del romanzo “Come la Terra” di Sergio Mangiameli.


Lo scrittore e geologo catanese ha affascinato la platea leggendo della storia d’amore fra la guida dell’Etna Monica ed Andrea settentrionale agente di commercio. Una storia in cui emerge il tormento che Monica porta con sé per tutta la vita nella quale l’unica certezza è l’Etna e il suo paesaggio in continua evoluzione e metamorfosi.


“Un romanzo che tocca la corda del cuore” ha detto Gaetano Perricone, moderatore dell’incontro. “Per due ore, decisamente intense e appassionanti – scrive Perricone – la vicenda narrata nel romanzo e i suoi vari aspetti, i passaggi autobiografici legati alla vita e all’esperienza dell’autore, l’importanza fondamentale dello scenario in continua evoluzione e metamorfosi dell’Etna in “Come la terra” e l’altrettanto fondamentale rapporto di natura storica e culturale tra il Vulcano e la città di Mascali – mortalmente colpita dalla grande eruzione del novembre 1928 e poi tornata a vivere e ricostruita totalmente, sono stati i temi della interessantissima interlocuzione con Sergio Mangiameli”.


La serata è stata l’occasione anche per presentare il trailer del progetto culturale per immagini e simboli “A Muntagna”, del fotografo Vito Finocchiaro, Un percorso di naturale intimità con il territorio di appartenenza, dove emozioni e immagini si congiungono in un gioco continuo con simboli e segni, basato sull’idea dell’Etna come “eterna metafora della contraddizione esistente tra il senso del movimento e l’immobilità del paesaggio. Finocchiaro, mascalese, ha appreso i segreti della fotografia da suo padre e la passione per questa forma espressiva è costantemente presente nella sua vita. Libero professionista. Attento osservatore delle problematiche. L’amore per la sua professione gli ha consentito di “vivere” e di “raccontare” genti e avvenimenti della sua terra e di terre lontane, quelle dei suoi viaggi in Cina, Cuba, Perù ed India.



A compendio della serata le letture dei brani dei due racconti “Et e Ginestra” di Federica Di Grazia e “La partenza” di Vera Silvestro, studentesse dell’Istituto Comprensivo Mascali, entrambe premiate al concorso letterario “Storie sotto il Vulcano”, promosso da Giuseppe Maimone Editore. L’originale racconto di Federica è un testo di grande sensibilità. Grande la capacità nelle descrizioni, attenzione ai dettagli e notevole poeticità.

Mentre il racconto di Vera Silvestro “La Partenza” è ambientato nella cittadina di Mascali tra il 2, il 6 e il 7 novembre 1928 quando tutti dovettero fuggire perché la lava coprì e distrusse tutto l’abitato ma quando tutto sembra finire la resistenza e la tenacia degli etnicoli sanno sempre cominciare daccapo


Presenti all’incontro il sindaco di Mascali Luigi Messina e l’assessore Alessandro Amante, la presidente del Parco dell’Etna Marisa Mazzaglia, per la prima volta in visita a Mascali nel suo ruolo istituzionale. Ad organizzare l’evento culturale Leonardo Vaccaro, presidente dell’Associazione Mascali 1928, in più occasioni promotore di numerose iniziative culturali che parlano dell’Etna e della sua bellezza.

Angela Di Francisca








domenica 21 agosto 2016

Salotto Culturale sul Mare: Fondachello di Mascali - Agosto 2016.





Mascali e l’eruzione dell’Etna del 1928. Interessante il primo appuntamento del salotto culturale sul mare Fondachello di Mascali con un focus sulla storica eruzione che annientò la cittadina jonica, poi ricostruita più a valle negli anni successivi. La serata culturale davanti ad un pubblico numeroso e attento, è stata magistralmente condotta dal giornalista Gaetano Perricone. Sullo schermo del salotto culturale, è stato proiettato il filmato “Etna in Eruption 1928” del British Pathè che ha ricostruito con immagini rare e di grande intensità emotiva i 18 giorni di quella drammatica eruzione. Interessanti i racconti dei testimoni oculari della catastrofe mascalese, intervistati dal giornalista Rai Nino Amante nel documentario “L’eruzione del 1928 narrata dai bambini dell’epoca”.


Contributo storico di grande valore e sentito omaggio – come ha spiegato l’autore alla popolazione di Mascali – vittima di uno spaventoso trauma rimasto nell’oblio per molti decenni”. E’ stato poi proiettato il filmato “Mascali 3D, di Simone Lo Castro, straordinaria quanto suggestiva ricostruzione tridimensionale della cittadina jonica distrutta dalla lava, illustrata da Leonardo Vaccaro, presidente dell’associazione culturale Mascali 1928, protagonista del percorso culturale di ricerca storica e divulgazione dei vari aspetti di un’eruzione importantissima dal punto di vista vulcanologico (la più distruttiva insieme a quella del 1669), storico, antropologico, urbanistico.


L’assessore al Turismo del comune di Mascali Alessandro Amante ha sottolineato l’impegno dell’amministrazione nel recupero della memoria della grande eruzione, attraverso la ricerca di foto, immagini e documenti, alcuni dei quali esposti nella mostra permanente allestita nei locali dei Combattenti e reduci di via Umberto. Interessante, poi, l’intervento del vulcanologo Stefano Branca, primo ricercatore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sezione di Catania, autore de “L’attività eruttiva dell’Etna in epoca storica: il caso dell’eruzione dell’Etna del 1928″. lo scrittore e giornalista Sergio Mangiameli ha letto il suo splendido e struggente racconto “Fermata 1928”, dedicato all’eruzione di Mascali all’interno del più ampio esperimento culturale delle “Colate raccontate”, a due voci insieme a Clara Baudo, attrice tredicenne con la grande passione del teatro e dello sport.








Piazza dello Jonio, a Fondachello è stata la location del secondo appuntamento con il”Salotto Culturale sul mare”. Al centro del confronto, fortemente voluto dall’Amministrazione comunale mascalese guidata dal sindaco Luigi Messina e dall’Associazione Culturale “Mascali 1928”, presieduta da Leonardo Vaccaro, è stata la Gurna, i laghi costieri e le fortificazione dell’Antica Contea di Mascali.


Hanno preso parte all’evento l’architetto Santa Sorbello, il primo cittadino mascalese Luigi Messina, l’assessore alla Cultura del Comune di Mascali Alessandro Amante, Salvo Quattrocchi del WWF Sicilia Nord Orientale sede di Giarre, Leonardo Di Mauro docente di Storia dell’Architettura presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli.
Ospite della serata il gruppo Ensemble Tactus che ha proposto alcuni brani dal loro repertorio che spazia dalla musica vocale antica e rinascimentale a brani di autori moderni e contemporanei. L’architetto Sorbello, tra i relatori dell’incontro particolarmente apprezzato dal numeroso pubblico presente, ha spiegato come la Gurna, a nord dell’abitato di Fondachello, rappresenta l’ultimo lembo di una vasta area umida, che occupava la fascia costiera del comune di Mascali.



“Il territorio – ha spiegato l’architetto Sorbello – riveste ancora oggi una notevole valenza naturalistica sia per la vegetazione tipica delle zone palustri sia come luogo di sosta per gli uccelli migratori. Conserva inoltre importanti testimonianze storiche ed architettoniche legate anche alle esigenze difensive della costa oggetto di frequenti incursioni di pirati. Dalle ricerche si evince infatti come la Gurna sia stata antropizzata fin dall’antichità tanto più che qui esiste una fortificazione dell’Antica Contea di Mascali grazie alla cui scoperta è stato possibile ricostruire tutto il sistema delle fortificazioni che faceva capo alla Torre di Archirafi”. L’architetto Sorbello ha inoltre sottolineato come sia importante che gli studenti e i giovani in generale conoscano i beni e le bellezze del proprio territorio auspicando un progetto di divulgazione e di conoscenza della storia dell’Antica Contea di Mascali.



Leonardo Vaccaro, presidente dell’ass. culturale “Mascali 1928”, si è detto soddisfatto dell’ottima partecipazione di pubblico e della buona riuscita dell’evento. “Come associazione – ha detto Vaccaro – abbiamo immediatamente aderito all’iniziativa cogliendo l’occasione per parlare del nostro territorio e per farne conoscere le bellezze”.
“Fondachello – ha detto il sindaco Messina – non è solo spettacoli, ma anche cultura. Mascali e le sue frazioni rappresentano un territorio stupendo dal punto di vista naturalistico e storico che cerchiamo di valorizzare anche attraverso questi appuntamenti culturali che continueranno nei prossimi mesi e anche nella prossima stagione estiva”. Salvo Quattrocchi del Wwf Sicilia Nord Orientale sede di Giarre, attraverso una ricca documentazione fotografica ha infine illustrato la flora e la fauna della Gurna. L’area umida sebbene abbia subìto negli ultimi anni una forte antropizzazione, conserva alcune piante molto rare e tipiche del nord Europa come il ranuncolo pennello e continua ad essere luogo di sosta per gli uccelli migratori. Ha proposto infine di rendere la Gurna fruibile attraverso la realizzazione di sentieri e di una apposita cartellonistica

Angela Di Francisca