mercoledì 26 maggio 2021
mercoledì 21 aprile 2021
Mascali 1960. Il premio "Livio Tempesta" al ragazzo più buono d’Italia.
Domenica mattina, del 20 novembre 1960, un giovanetto di Fondachello di Mascali raggiunge il Campidoglio, dove lo attendeva nella Protomoteca, salone di rappresentanza del Comune di Roma, il sindaco Urbano Cioccetti, ed il giorno successivo incontra in udienza privata Sua Santità Papa Giovanni XXIII nella sala del trono della Città del Vaticano.
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| La Sicilia del 21 novembre 1960 |
Angelo Contarino, viveva nel borgo di Fondachello in una
semplice abitazione che si affacciava direttamente sul mare insieme ai genitori
al fratello e a due sorelle. La vita trascorreva secondo i ritmi lenti del
tempo, divisa tra gli impegni scolastici, il gioco e l’aiuto al padre
pescatore. In quegli anni la spiaggia di Fondachello era ancora punteggiata
dalle variopinte barche in legno e dalle lunghe reti stese al sole per essere
riparate e per asciugare dopo la tinteggiatura che le rendeva di colore rosso
porpora.
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| Il Corriere dei Piccoli, novembre 1960 |
Quando il padre si ammala gravemente, Angelo ancora quattordicenne, di mattina continua a frequentare
la quinta classe elementare, mentre ogni notte
a bordo della barca paterna solca da
solo le acque di Fondachello per
provvedere ai bisogni della numerosa famiglia, pescando saraghi, cefali e triglie.
Ben presto il maestro, Carmelo Barbagallo si accorge che il
giovanetto ha spesso gli occhi arrossati dal sonno e segue con difficoltà le
lezioni, dopo avere trascorso una intera notte sul mare spesso in tempesta.
Scoperta l’origine dello strano comportamento di Angelo l’insegnate decide di segnalarlo al premio per il ragazzo più buono d’Italia intitolato a
“Livio Tempesta” un fanciullo morto in
mare nel tentativo di salvare un compagno che stava per annegare.
E cosi Angelo Contarino raggiunge Roma per ritirare il
prestigioso premio assegnatogli tra oltre 200 aspiranti.
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| L'Osservatore Romano della Domenica, 27 novembre 1960 |
Cosi recitava la motivazione del premio Livio Tempesta del 1960:
” Sebbene di salute cagionevole ha affrontato per molte notti le bufere di un largo tratto di mare aperto, ai remi di una barca, al fine di provvedere agli essenziali bisogni della sua numerosa famiglia, essendo il di lui padre gravemente ammalato. Sul suo viso macilento sono visibili i segni della stanchezza e della sofferenza, tuttavia egli non ha mai dimenticato la sua scuola, che ha frequentato con costante profitto, rinunciando ad ogni svago e dissimulando con il sorriso i gravi sacrifici quotidianamente compiuti”.
venerdì 13 novembre 2020
Cittadini Illustri di Mascali. Il Sacerdote Salesiano Antonio Vasta Mercurio (1882 Mascali – 1911 Alessandria d’Egitto).
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| Antonio Vasta Mercurio (primo da sinistra) |
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| Il Collegio Immacolata di Nunziata di Mascali. |
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| Il Collegio Immacolata di Nunziata di Mascali. |
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| La Casa Salesiana di Alessandria d'Egitto. |
venerdì 2 ottobre 2020
Mascali "La Casa nella Lava" articolo su Escher in Het Paleis
Articolo pubblicato sul sito di "Escher in Het Paleis", l’esposizione permanente dedicata al celebre M.C. Escher, le cui opere hanno affascinato milioni di persone in tutto il mondo.
La collezione di oltre 120 opere del celebre artista è ospitata nell’ex palazzo d’inverno della
regina madre Emma dei Paesi Bassi, l’unico edificio pubblico dell’Aia che ha
conservato il suo ambiente originale.
https://www.escherinhetpaleis.nl/escher-today/a-house-in-the-lava/?lang=en#
"Stamattina sveglia presto per unirmi ai tre tedeschi, la famiglia Stern, in un viaggio in treno a Giarre per vedere la stessa colata lavica (del 1928) che ho già visto e disegnato tre anni fa. Lì trovo un soggetto particolarmente tipico: una casa con una bellissima palma alle spalle, risparmiata dalla pesante distruzione di lava e completamente circondata da lava nera"
Diario di viaggio di Escher 04 maggio 1936
Negli anni Trenta, anche MC Escher si trovò irresistibilmente attratto dall'Etna. Visitò la Sicilia per la prima volta nella primavera del 1932, insieme al suo amico Giuseppe Haas-Triverio.
Insieme
tornarono nel maggio 1935 e l'anno successivo era di nuovo lì, questa volta da
solo (quattro anni dopo la prima visita invece che tre come scrive nel suo
diario). Il vulcano era una tappa regolare in ogni viaggio. Logicamente, il vulcano domina il paesaggio sul lato est dell'isola. L'Etna ricorre in diversi
(disegni, foto e) stampe, soprattutto nell'inverno 1932-33, quando rielaborò in
stampe le impressioni della sua prima visita. Il suo lavoro mostra
costantemente il vulcano Etna, che svetta minacciosamente sopra il
paesaggio circostante.
Nella litografia che ha creato nell'agosto 1936, tuttavia, il vulcano è evidente per la sua assenza. Escher mostra invece le conseguenze della grande eruzione del novembre 1928, che spazzò via completamente il villaggio di Mascali dalle mappe geografiche . Il flusso di lava di quell'eruzione era ancora visibile nel paesaggio in quel momento ed Escher crea diverse stampe su di esso. A Nunziata, un paese vicino a Mascali, ha trovato questa casa completamente circondata da lava nera. Un'immagine che sembra sia oscura che fiabesca.

































