giovedì 5 marzo 2015

I Caduti di Mascali nella "Grande Guerra" 1915 -1918 . La storia di Leonardo Strano, soldato dell' Esercito degli Stati Uniti d'America.

Tra i nominativi dei soldati deceduti durante la Grande Guerra ed incisi sulla stele del monumento di Mascali, alcuni non sono presenti nell’ ”Albo D’oro dei Caduti”, redatto nel 1940 dal Ministero della Guerra.A cospetto di un numero elevatissimo di caduti circa 650.000, dei quali molti dispersi in combattimento, diversi nominativi sono sfuggiti, per errore o altro, ai redattori dell’opera realizzata in un’ epoca in cui gli strumenti informatici non erano stati ancora inventati. E’ il caso di Leonardo Strano.

Leonardo Strano.
.

"Ricevi piu' cordiali saluti, baci dal tuo figlio Leonardo"


Per gentile concessione di Salvo Melita. 



In seguito alle informazioni fornite dal nipote, Salvatore Melita, è stato possibile intraprendere una veloce ma fruttuosa ricerca, che ha permesso di risolvere questo piccolo giallo e ricostruire parzialmente alcuni episodi della vita di un nostro concittadino, coinvolto nei drammatici eventi dei primi decenni del 900’. Leonardo Strano, figlio di Salvatore nasce nella vecchia città di Mascali nel 1893. All’età di 20 anni lascia la propria terra alla volta degli Stati Uniti d’America. E’ uno dei 146.000 siciliani, 20.000 provenienti soltanto dalla provincia di Catania, che nel 1913 emigrarono alla ricerca di migliori condizioni di vita.


La nave San Guglielmo costruita nei cantieri navali di Glasgow (Scozia) nel 1911, fu impiegata sulla rotta translantlantica tra l’Italia e New York. Poteva trasportare 2.425 passeggeri (50 in prima classe, 175 in seconda classe, 2200 in terza classe). Nel 1918 fu affondata al largo dell’Italia da un sottomarino tedesco

Il 28 agosto del 1913 si imbarca sulla nave San Gugliemo che collega Messina a New York dove sbarca l’ 11 settembre, dopo una navigazione durata ben 14 giorni. La lista passeggeri della nave San Guglielmo riporta una serie di notizie molto interessanti sul nostro concittadino. Leonardo è alto 5 piedi e 2 pollici, ha occhi castani e capelli neri , gode di buone condizioni di salute. Sa leggere e scrivere, non è sposato e ha la qualifica di operaio. Giunge a New York con un piccolo capitale pari 25 dollari e fissa la propria residenza presso il cugino Orazio Strano.
Non abbiamo notizie sui primi anni trascorsi a New York, ma possiamo immaginare Leonardo impegnato ad inserirsi in una nuova società, ricca di opportunità ma anche molto severa nei confronti dei nuovi arrivati.
L’Europa è lontana, soltanto i giornali e le lettere dei parenti riportano le notizie dello scoppio della prima guerra mondiale che a partire dal 1914 provocava centinaia di migliaia di vittime. Gli Stati Uniti inizialmente non prendono parte al conflitto. Solo nel 1917 dichiarano guerra alla Germania . In breve tempo viene creata ed addestrata una apposita Forza di Spedizione (A.E.F.), allo scopo di essere inviata sul fronte Francese per prendere parte alle battaglie contro l’esercito tedesco che dal 1914 occupava il suolo del Belgio e della Francia. 
In quegli anni le associazioni patriottiche Italo - Americane svolsero un ruolo fondamentale nell’ indirizzare i giovani di origine Italiana a presentarsi volontari in guerra. Anche Leonardo Strano si arruola nell’ esercito americano e viene inquadrato nel 106 ° Reggimento di fanteria di New York. Nel maggio del 1918 il reggimento, che fa parte della 27° Divisione, viene spedito in Francia. Tra settembre e ottobre partecipa alla grande offensiva della Somme, contro le linee difensive tedesche.






In questo contesto Leonardo Strano perde la vita, ufficialmente per malattia il 21 ottobre del 1918, come riportato nell’elenco ufficiale dei caduti americani durante la Grande Guerra.



Domenica  29 maggio 1921.


Le sue spoglie mortali riposano nel Cimitero Americano di Somme, nella regione francese della Piccardia, insieme a quelle di altri 1.844 commilitoni.







Con questo breve scritto vogliamo rendere omaggio ad un nostro concittadino, che partito per gli Stati Uniti d’America in cerca di una vita migliore, ritornò sul suolo europeo con la divisa dell’ esercito statunitense per combattere contro gli invasori tedeschi, e difendere quegli ideali di libertà e giustizia che oggi, a distanza di un secolo, sembrano aver perso vigore in una Europa in forte crisi di identità.

mercoledì 4 marzo 2015

San Leonardo in Sicilia: Militello Val di Catania.



Chiesa di San Leonardo Abate e Convento dei Padri Agostiniani.

Dedicata al santo eremita francese, la chiesa fu costruita intorno alla metà del '500 come sede di confraternita. La famiglia dei Branciforte, signori feudali di Militello, fece realizzare l’annesso convento per accogliere i PP. Riformati di S. Agostino della Congregazione Siciliana Centorbina, che vi si trasferirono il 25 maggio del 1631. 

La chiesa ed il convento, costruiti sopra un costone roccioso, non subirono danni durante il terremoto del 1693, e per questo motivo vi trovarono rifugio l'Arciprete della Matrice e le monache di S. Giovanni.

In seguito alla soppressione degli enti ecclesiastici del 1866 la chiesa andò in disuso mentre i locali del monastero furono adibiti a scuole pubbliche fino agli anni '50 del 900’ . 
Oggi l'intero complesso è oggi in rovina. 

L'antica statua di S. Leonardo in Cattedra, scolpita da Giovan Battista Baldanza nel 1601 è conservata nel Museo d'arte sacra "San Nicolò".




sabato 14 febbraio 2015

Echi Letterari: Mascali e Vitaliano Brancati.




"Tu hai bisogno di una donna seria" Incalzava Rosa. Una donna come te! E purtroppo, di questi tempi, in città......
Dovresti cercarla in un paese della provincia! diceva Lucia, sapendo che il fratello non avrebbe mai intrapreso un viaggio così breve e cosi scomodo.
Si qualche volta, andrò a passare due giorni in un paese!
Bisogna che ci vada in occasione di un ballo al municipio! Altrimenti come farai a vedere le signorine ?
Siamo d'accordo col podesta di Mascali che mi avvertirà con un telegramma, del prossimo ballo al municipio."
"Don Giovanni in Sicilia" . Vitaliano Brancati.


"Don Giovanni in Sicilia" è il primo romanzo di successo di Vitaliano Brancati (Pachino 1907 - Torino 1957), scritto nel 1940 a Zafferana e pubblicato l'anno successivo a Milano.
Il protagonista, Giovanni Percolla, è un  quarantenne catanese, tipico esempio del  "gallismo siciliano", ovvero di quella  presunta  "esuberante mascolinità", che nella realtà si nutre soltanto di piaceri immaginari, frutto di estenuanti conversazioni sulle donne fatte  tra amici.

Sono le sorelle a consigliare a Giovanni di cercare moglie in provincia. Ed ecco spuntare il nome di Mascali,  e soprattutto il chiaro riferimento alle feste da ballo che si svolgevano  nel municipio della cittadina etnea, occasione propizia per incontrare "una donna seria".



Vitaliano Brancati doveva conoscere bene Mascali e le abitudini dei suoi abitanti.
Infatti il padre, Cav. Rosario Brancati funzionario della prefettura di Catania, tra il 1938 ed il 1940 venne chiamato a reggere le sorti amministrative del Comune di Mascali  nelle vesti di Commissario Prefettizio.

Rosario Brancati fu anche  presidente del “Comitato pro Monumento ai Caduti”, che si occupò  della realizzazione del monumento dedicato ai soldati scomparsi durante  "Grande Guerra" del 1915 - 1918,  in sostituzione di quello distrutto dalla eruzione dell'Etna del 1928.

giovedì 12 febbraio 2015

Mascali, Palazzo Comunale: Inaugurazione Mostra "Nuove Identità".




GIOVEDI’ 12 FEBBRAIO ORE 16.00

MOSTRA "NUOVE IDENTITA'"


Inaugurazione della mostra presso la Sala Consiliare del Palazzo Comunale. Saranno esposti i progetti prodotti dal Workshop Internazionale di progettazione. 

La mostra, allestita presso la sede del Comune piazza Duomo 1, resterà aperta ai visitatori sino al 12 marzo 2015 tutti i giorni, escluso il sabato, in orari di ufficio.

mercoledì 28 gennaio 2015

Mascali: Accoglienza delle Sacre Reliquie di San Leonardo Abate - 02/08 febbraio 2015.





Le Populaire du Centre - domenica 22 febbraio 2015.


La Sicilia - sabato 31 gennaio 2015



La Sicilia - venerdì  06 febbraio 2015



La Sicilia - domenica 08 febbraio 2015



Mascali, la figura di San Leonardo Abate al centro di un convegno

Continua a Mascali la settimana di festeggiamenti in onore del San Patrono Leonardo Abate. Con l’arrivo, lunedì scorso, della Confraternita di Saint Leonard di Noblat dalla Francia e del sacro reliquiario contenente il teschio del Santo patrono mascalese, la “Confraternita San Leonardo Abate“ di Mascali presieduta dall’avv. Alessandro Amante e l’“Associazione Culturale 1928” presieduta da Leonardo Vaccaro, ieri sera, nei locali dell’oratorio parrocchiale Don Bosco di Via Dei Giurati, hanno presentato la conferenza: “Saint Leonard de Noblat, Francia – Mascali, Italia: la devozione a San Leonardo Abate”.

Dopo la visione del video: Le Ostensioni di Saint Leonard de Noblat e i saluti del presidente della Confraternita San Leonardo Abate di Mascali, Alessandro Amante, e del premier bayle de la confrérie de Saint Léonard, Jacques Plainemaison, il professore Nino Alibrandi docente all’Università di Catania, Nino Amante giornalista Rai, Lucia Brischetto funzionario del ministero di Grazia e Giustizia e Roberto Patanè hanno relazionato sulla figura del Santo patrono di origine francese e sulla storia della Città di Mascali.

Il professore Alibrandi in particolare ha tracciato la storia delle origini del toponimo Mascali e delle sue frazioni, il culto di San Leonardo, eremita francese, nella città di Mascali.

Il giornalista Rai Nino Amante ha parlato di Mascali nei giorni dell’eruzione dell’Etna del 1928, della distruzione e sua rinascita. “Quattro mesi dopo l’eruzione del ’28 – ha spiegato Amante – il governo fascista autorizza la ricostruzione della città nel sito scelto dallo stesso governo, fra la ferrovia e la statale. A metà degli anni ’30 la ricostruzione di Mascali è quasi completata, ma la ricostruzione del paese non segnò anche la rinascita dell’economia mascalese. La crisi del ’29 negli Stati Uniti ebbe riflessi anche in Italia. L’eruzione non lascia tracce, né testimonianze, rischia di cancellare l’identità di un popolo. Quello che oggi vuole fare la confraternita di Mascali, grazie anche alla visita della confraternita francese, è di riproporre la memoria e di fare conoscere la storia della comunità mascalese attraverso il culto di San Leonardo”.

La dottoressa Lucia Brischetto ha relazionato sulla figura di San Leonardo, protettore dei carcerati e sul valore rieducativo della pena. “San Leonardo Abate – ha detto la Brischetto – è stato un precursore delle misure alternative alla detenzione, anticipatore del diritto penitenziario e del volontariato. San Leonardo visitava i carcerati e li portava a lavorare, riabilitando la persona con il lavoro e il sostegno umano. Secondo l’art. 27 della Costituzione infatti le pene devono tendere alla rieducazione del condannato, il carcere deve quindi essere un luogo di riabilitazione e sostegno del recluso perché occorre dare corso alle speranze dei detenuti di potere ricostruire la propria esistenza. In Italia il diritto
penitenziario ha fatto passi da gigante. Nel 2009 è stata costituita la figura del garante dei diritti dei detenuti, ma ancora in Italia i diritti dei carcerati vengono violati a causa della scarsa qualità delle carceri, del sovraffollamento e della mancanza di operatori sociali e di  polizia penitenziaria. Gli istituti penitenziari devono quindi essere uno scrigno che contenga quella parte di gente sofferente che sta ancora imparando la vita”.

A concludere l’interessante e partecipata conferenza è stato Roberto Patanè, pellegrino dell’“associazione Cammini Francigeni Siciliani”, che ha parlato del cammino di Santiago e San Leonardo e i loro legami millenari con la Sicilia e in via sperimentale, in occasione dell’Anno Santo Giubilare, ha anticipato la prossima realizzazione della via Francigena Catania – Messina con tappa a Mascali.

Angela Di Francisca - Gazzettinoline, 04 febbraio 2015.